Non si sono ancora spenti gli echi della vicenda legata al gruppo “Mia moglie” che sale alla ribalta della cronaca un altro caso relativo, questa volta, alla diffusione di fotografie di noti personaggi femminili accompagnate da commenti molto eufemisticamente definibili “inappropriati”.
Non c’è violazione della privacy
A differenza del fu gruppo Facebook, per phica.eu non siamo di fronte alla violazione della sfera privata (e dunque al reato di cui all’articolo 615-bis del Codice penale) perché, da quanto si apprende, una parte rilevante dei contenuti consiste in fotografie pubblicate da mezzi di informazione o dalle dirette interessate. Questo non significa, tuttavia, che le persone fotografate e i fotografi che hanno scattato le immagini siano senza tutela.
I diritti sulle fotografie non sono assoluti
È vero che in molti casi – per esempio, l’attività giornalistica o quella didattica o culturale - esiste la possibilità di riutilizzare senza autorizzazione fotografie altrui. Tuttavia, ci sono due limiti che non possono essere superati: il primo è l’articolo 10 del Codice civile che garantisce il diritto alla tutela dell’immagine personale, il secondo è l’articolo 98 della legge sul diritto d’autore che consente di eseguire (anche con una foto) il ritratto di una persona e attribuisce al fotografo la proprietà dell’immagine; ma nello stesso tempo ne vieta utilizzi che, come nel caso della norma del Codice civile, ledono la dignità e la reputazione della persona fotografata.











