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31 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 13:36

Episodi come quelli di Phica.eu o del gruppo Facebook Mia Moglie vanno denunciati sempre perché si tratta di “fatti gravissimi” contro i quali il Garante della Privacy può muoversi anche d’ufficio. Lo ha spiegato Ginevra Cerrina Ferroni, vicepresidente dell’organismo che, come ricorda, “ha poteri di intervento immediati.” a difesa della “dignità delle persone”. Accanto al Garante la Commissione sui femminicidi, che sul tema avvierà un’inchiesta, come spiegato dalla presidente Martina Semenzato, che ha fissato per il prossimo 9 settembre l’ufficio di Presidenza, incaricato di “stilare la lista di audizioni che coinvolgeranno Polizia Postale, gestori, aziende, piattaforme ma anche le donne e gli uomini implicati nelle vicende”. Secondo Semenzato la Commissione “È la sede più competente ad affrontare velocemente e seriamente la questione”.

Le indagini – Man mano che si indaga, intanto, il pozzo di Phica.eu si fa sempre più profondo: da quanto si apprende sarebbe stato possibile anche accedere a “stanze private“, dove gli utenti potevano scambiarsi file intimi. Secondo le prime ricostruzioni, il proprietario del sito è un italiano, benché connesso a una società bulgara. Per la vicepresidente del Garante sono vari i profili di responsabilità giuridica in gioco, da “quella dei gestori delle piattaforme che ‘ospitano’ fattispecie di reato che interessano anche la privacy” a quelle di chi “carica questi documenti, foto, video” fino a quella relativa alla “miriade di commenti sessisti e violenti che si accumulano sotto questi post, in molti casi esempi di diffamazione aggravata”. Un insieme di reati contro i quali servono “azioni su più fronti“, conclude Ginevra Cerrina Ferroni, e contro le quali “il Garante è in prima linea grazie ai poteri che gli attribuiscono il Regolamento europeo e il Codice Privacy”.