Per allergia si intende una esagerata reattività dell’organismo verso una particolare sostanza, ovvero un allergene, che causa una sensibilizzazione. In altre parole, l’organismo riconosce come “estranea” una sostanza esterna che fa reagire il sistema immunitario. Che le allergie, da un po’ di tempo a questa parte, siano in aumento è noto e una spiegazione potrebbe arrivare dalla ricerca circa i nuovi allergeni. Il team del Centre Hospitalier Universitaire de Reims in Francia in uno studio pubblicato sulla rivista Clinical & Experimental Allergy ha scoperto che, oltre ai noti allergeni, anche il latte di capra, latte di pecora e grano saraceno hanno scatenato rispettivamente il 2,8 e il 2,4% dei casi. A questi seguono anche piselli e lenticchie, alfa-gal, che è uno zucchero che può scatenare un’allergia alla carne rossa e ad altri prodotti derivati dai mammiferi, e poi pinoli e kiwi, che hanno scatenato ciascuno tra l’1 e il 2% dei casi.
Gli scienziati hanno accertato allergie derivanti anche da mele e prodotti dell’alveare tipo polline, miele e pappa reale, anche questi hanno causato l’1% dei casi. Si comprende come le allergie alimentari vengono aggiornati da anni. Ad esempio, l’elenco obbligatorio dell’Unione Europea sull’etichettatura degli alimenti stabilisce che la presenza di 14 allergeni alimentari, come arachidi e soia, deve essere chiaramente indicata sui prodotti, ma si basa su dati-lista precedenti che vanno aggiornati aggiungendo quelli meno conosciuti, se non addirittura le new entry. Le normative per gli allergeni nel 2025 attualmente prevede la dichiarazione di tali allergeni sia per alimenti mono-ingrediente che per prodotti multipack.







