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A Berna apre il primo ristorante in un cimitero, tra architettura e memoria. In India si pranza da decenni tra vere sepolture. Due modi diversi ma complementari di riportare la morte nella vita

A Berna, tra i viali alberati e il silenzio ordinato del Bremgartenfriedhof, sta per nascere un luogo che rovescia ogni aspettativa. Là dove un tempo erano custodite le urne cinerarie, sorgerà un ristorante dal nome evocativo: La Vie. Non un locale qualunque, ma il primo in Svizzera costruito all’interno di un cimitero. L’idea è della Bernische Genossenschaft für Feuerbestattung, la cooperativa che gestisce il crematorio monumentale del 1908 e che ha scelto di ridare vita alle antiche Urnenhallen, spazi storici da anni inutilizzati.

Non si tratterà di mangiare tra le lapidi, ma di sedersi in un ambiente suggestivo, ristrutturato con sobrietà, capace di accogliere tanto chi frequenta il cimitero per un rito di memoria quanto chi desidera una pausa tranquilla nel cuore di un parco monumentale. Il nome stesso, La Vie, è una dichiarazione d’intenti: contrapporre la vita al lutto, trasformare un luogo di silenzio in un punto d’incontro. L’apertura, inizialmente prevista per gennaio 2026, è stata spostata alla primavera, a conferma della volontà di rispettare i tempi del restauro. Nessuna opposizione morale o religiosa è emersa: a Berna si è scelto di affrontare la questione con naturalezza, consapevoli che la morte fa parte della vita e che i luoghi che l’hanno custodita possono tornare a respirare con funzioni nuove e condivise.