VENEZIA - Che belva si sente? Sarebbe fin troppo facile porgli la domanda e, ancora più scontato, sentirne la risposta: leone. Francesca Fagnani allora ci gira attorno: «Come si vedrebbe da Doge di Venezia?». Luca Zaia perciò ci scherza su: «Il presidente del Veneto lo è già». Scene dal diciannovesimo piano dell'Htm Hybrid Tower di Mestre, dove il leghista presenta “Autonomia. La rivoluzione necessaria” (Marsilio), intervistato dalla giornalista davanti a una platea che spazia da Giustina Destro a Roberto Parodi, passando per una mezza dozzina fra assessori e consiglieri uscenti e ricandidati, se solo ci fossero liste, data e alfiere. Ma siccome la trattativa nel centrodestra galleggia ancora in un mare più alto di questa terrazza («Ho l’impressione che anche il tavolo sia andato in ferie...», ironizza lui), lei riesce a strappargli una mezza notizia solo sulla riforma: «Penso sia verosimile che prima della chiusura del mandato, qualcuno dice magari anche prima di fine estate, si possa firmare la pre-intesa sulla prime tre materie, dopodiché come una giovane pianta avrà bisogno di essere allevata e irrobustita». Della serie: non basteranno timide promesse sulla devoluzione di Protezione civile, Professioni e Previdenza complementare.
Luca Zaia: «Autonomia? La firma a breve. E per il turismo cafone serve il Daspo»
VENEZIA - Che belva si sente? Sarebbe fin troppo facile porgli la domanda e, ancora più scontato, sentirne la risposta: leone. Francesca Fagnani allora ci gira attorno: «Come si...







