VENEZIA - «Stupisce che qualcuno si sia stupito. Perché queste cose Luca Zaia le ha sempre dette, non è una novità». Così, tra i leghisti veneti, è stato commentato il “manifesto politico di Zaia” pubblicato ieri su Il Foglio di Claudio Cerasa.

Un lungo testo in cui l’ex governatore, oggi presidente del consiglio regionale del Veneto, ha affrontato cinque temi, dall’Autonomia differenziata alla sicurezza, passando per la politica estera e i giovani. E soprattutto i diritti: «La destra vincente è quella liberale, quella liberticida perde», ha scritto Zaia. Suscitando il plauso, ma anche una stoccata, di Paolo Grimoldi, segretario federale di Patto per il Nord: «L'agenda di Zaia è opposta a quella di Salvini». Tranchant l’ex generale, oggi vicesegretario federale della Lega, Roberto Vannacci: «Zaia non è il mio benchmark, non è il mio riferimento».

Di tutt’altro tenore il commento di Alberto Stefani, governatore e anche lui vicesegretario federale della Lega: «Quello di Luca Zaia è un intervento di grande spessore, perché rilancia temi cruciali per le sfide del futuro. Penso all’attenzione verso i giovani, al sociale e alla questione demografica. Da amministratore posso solo dire che ne riconosco la portata. Le soluzioni che propone sono in continuità con la sua esperienza politica e con il nostro programma di governo della Regione».