Quanto peseranno su pubblico e giurie della Mostra internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia che si apre domani le scene dei bambini affamati di Gaza, viste ogni giorno in tv? Probabilmente molto in un'edizione, l'82/a, firmata da Alberto Barbera e che ha già nella suo Dna tanta cruda realtà tra cronaca nera, guerra, mostri e documentari.

Di fatto la lettera aperta VeniceforPalestine, sottoscritta da centinaia d'artisti ed associazioni di categoria, e la manifestazione annunciata per il 30 agosto, metteranno certamente sotto pressione la Biennale e i vertici del festival per una questione davvero delicata e piena di implicazioni anche politiche.

Intanto l'appello successivamente sostenuto dalla lettera aperta, già forte di centinaia di firme, di non volere la presenza di due artisti israeliani come Gal Gadot e Gerald Butler "insieme a qualunque artista e celebrità che sostenga pubblicamente e attivamente il genocidio" ha ottenuto forse il suo effetto: sia la Gadot che Butler, protagonisti del film di Julian Schnabel, 'The Hand of Dante' hanno infatti dato forfait.

È anche vero però che le immagini di un'umanità che corre tra le macerie con una pentola vuota in mano o raccoglie la farina per terra in una Gaza che ricorda la Berlino del dopoguerra non si erano mai viste.