Il primo lo troviamo nel testo: «Condanna sull’occupazione illegale dei territori palestinesi, sul colonialismo e su tutti i crimini contro l’umanità commessi da Israele per decenni e non solo dal 7 ottobre». In questa asserzione, che funge da chiave di lettura, l’autore ha voluto trasmettere un doppio concetto. Da una parte ha tentato di minimizzare, se non nascondere, il massacro perpetrato dai terroristi di Hamas nei confronti di civili israeliani avvenuto il 7 ottobre del 2023, dall’altra ha addirittura provato a inserirlo all’interno delle accuse anti-israeliane bypassando completamente le responsabilità palestinesi e le ragioni che hanno scaturito la guerra in corso. Il secondo, il terzo e il quarto messaggio subliminale sono nel logo che accompagna questa lettera aperta. Anche se generalmente appelli di questo tipo riportano il nome della persona o il simbolo dell’associazione che li ha promossi, questa volta chi ha ideato la mossa contro Israele è andato oltre creando un logo ad hoc dove si vede la cartina di Israele colorata di rosso con gocce che scendono e rimangono appese dando a chi guarda la sensazione che stiano per cadere da un momento all’altro. Logo ripreso dai media locali e nazionali. Cosa vediamo nei messaggi subliminali abilmente inseriti? Vediamo la famosa Palestina dal fiume al mare, slogan urlato durante le infinite manifestazioni degli ultimi mesi, che vorrebbe la completa distruzione e cancellazione dello Stato Ebraico. Non si tratta di un appello per la pace e sicurezza per tutti, ma di una chiamata a far sì che una nazione sia completamente cancellata.