Quanto peseranno su pubblico e giurie della Mostra internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia che si apre domani le scene dei bambini affamati di Gaza, viste ogni giorno in tv? Probabilmente molto in un'edizione, l'82/a, firmata da Alberto Barbera e che ha già nella suo Dna tanta cruda realtà tra cronaca nera, guerra, mostri e documentari. Di fatto la lettera aperta VeniceforPalestine, sottoscritta da centinaia d'artisti ed associazioni di categoria, e la manifestazione annunciata per il 30 agosto, metteranno certamente sotto pressione la Biennale e i vertici del festival per una questione davvero delicata e piena di implicazioni anche politiche. Intanto l'appello successivamente sostenuto dalla lettera aperta, già forte di centinaia di firme, di non volere la presenza di due artisti israeliani come Gal Gadot e Gerald Butler "insieme a qualunque artista e celebrità che sostenga pubblicamente e attivamente il genocidio" ha ottenuto forse il suo effetto: sia la Gadot che Butler, protagonisti del film di Julian Schnabel, 'The Hand of Dante' hanno infatti dato forfait.
È anche vero però che le immagini di un'umanità che corre tra le macerie con una pentola vuota in mano o raccoglie la farina per terra in una Gaza che ricorda la Berlino del dopoguerra non si erano mai viste. Immagini che hanno lasciato e lasciano il loro segno e questo al di là della legittima reazione di Israele rispetto agli attentati del 7 ottobre 2023. Certo al Lido vedremo quest'anno 'The voice of Hind Rajad', già papabile Leone d'oro, 'storia vera e tragica della bambina di cinque anni di Gaza uccisa dall'esercito israeliano insieme ad altri sei membri della sua famiglia e due paramedici accorsi per salvarla. La regista tunisina Kaouther Ben Hania nel film non media più di tanto e usa le vere strazianti registrazioni telefoniche della bambina che chiama in suo aiuto la Mezzaluna Rossa. E ci sarà da piangere. Forse alla luce di queste considerazioni e anche per sdrammatizzare sembreranno meno mostri al Lido il 'Frankenstein' di Guillermo del Toro che riporta in vita il romanzo gotico di Mary Shelley con Jacob Elordi e anche la serie Il Mostro in quattro episodi, dedicata a uno dei casi di cronaca nera più oscuri e inquietanti della storia italiana. Stiamo parlando del mostro di Firenze, killer che terrorizzò la provincia fiorentina tra il 1968 e il 1985, lasciando dietro di sé una scia di sangue: otto duplici omicidi, diciassette anni di paura, sempre con la stessa arma, una Beretta calibro 22. E faranno meno paura, infine, l'Emma Stone 'aliena' nel film di Yorgos Lanthimos 'Bugonia' e perfino 'A house of dynamite' di Kathryn Bigelow con Idris Elba, ovvero cosa si prova a stare sulla soglia della bomba atomica. Una cosa che oggi non sembra troppo lontana.
