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Ultimo aggiornamento: 11:38

Nessuna partecipazione all’invio di truppe al fronte in Ucraina, ma un contributo per aiutare a sminare Kiev una volta raggiunta la tregua. È questa l’ipotesi, riportata da Repubblica, che Palazzo Chigi avrebbe messo sul piatto per aiutare il Paese da oltre tre anni sotto attacco della Russia: negli ultimi giorni – e in particolare nel corso delle riunioni riservate ai consiglieri per la sicurezza nazionali (Nsa), alle Difese e agli Stati maggiori dei paesi alleati – il governo ne ha parlato agli alleati, chiarendo la disponibilità “a schierare i professionisti della marina e dell’esercito per le obbligate operazioni di sminamento delle acque e dei territori ucraini”. L’Italia è infatti in grado di schierare navi caccia-mine e fregate di supporto per “ripulire” le acque, una competenza dell’esercito che può essere applicata anche ai territori minati.

A parlare di questa disponibilità, che tuttavia al momento resta soltanto teorica visto lo stallo nel processo di pace, anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani: ha sottolineato che del tema si è parlato anche nel corso della riunione del G7 degli esteri dedicato all’Ucraina. “Si stanno facendo dei passi in avanti anche nella proposta italiana di avere una garanzia modello art.5 della Nato, con la presenza americana. Noi non siamo per inviare truppe ma potremmo dare un contributo importante vista la grande esperienza che abbiamo per lo sminamento sia marittimo che terrestre. Poi si vedrà come andranno le cose. Si sono fatti dei passi in avanti anche dal punto di vista del coordinamento su questo tipo di ipotesi”, ha dichiarato in conferenza stampa al Meeting di Rimini al termine della riunione del G7, dando così un segnale cruciale di collaborazione con gli alleati, inclusa Parigi, dopo le polemiche degli ultimi giorni.