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18 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 23:30
Vladimir Putin ha aperto a garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Sullo scambio di territori Kiev attende di vedere le proposte sul tavolo. Ma è sul cessate il fuoco che sembra mancare ancora l’intesa. Zelensky e gli alleati europei lo pretendono prima del possibile trilaterale tra i presidenti americano, russo e ucraino, ma il leader di Mosca, nel corso dell’ultimo incontro in Alaska con l’omologo Usa, sembra aver confermato il proprio veto: nessuno stop alla guerra senza un accordo di pace definitivo.
È questo il punto sul quale rischiano di incagliarsi gli sforzi delle parti che, a Washington, hanno prodotto sforzi reciproci nel tentativo di avviare concretamente un processo che porti alla fine della guerra tra Russia e Ucraina. A parole, tutti hanno manifestato la propria soddisfazione per i progressi fatti. Lo ha detto ovviamente Trump, lo ha sottolineato più volte Zelensky parlando del “miglior incontro avuto col presidente americano” e lo hanno ribadito anche i rappresentanti di Nato e dei Paesi Ue presenti al tavolo. A rompere un idillio anche troppo smaccato ci ha pensato l’asse franco-tedesco quando ha preso la parole il cancelliere Friedrich Merz: “Oggi si è aperta una porta – ha detto -, ma i prossimi passi saranno i più difficili. Al prossimo meeting vogliamo vedere una tregua, non posso immaginare che possa avere luogo senza un cessate il fuoco. Lavoriamo su questo, proviamo a mettere pressione sulla Russia perché la credibilità dei nostri sforzi oggi dipendono almeno dal raggiungimento di una tregua”.













