Tutti d’accordo: si deve partire dal cessate il fuoco e qualsiasi decisione, sulle condizioni per un accordo con Putin, deve essere concordata con Kiev. Il confronto fra Donald Trump, i leader europei e Volodymyr Zelensky, in vista del vertice in Alaska di domani tra il presidente americano e Vladimir Putin, finisce con un risultato importante, la cui solidità però è ancora da testare: tra Usa, Europa e Ucraina, dopo le tensioni degli ultimi mesi, è stata ritrovata l’unità. C’è accordo sugli obiettivi da perseguire per arrivare non a una pace qualsiasi, dunque alle condizioni di Putin, ma a una «pace giusta». E Trump è stato perentorio: «Ci saranno gravi conseguenze per la Russia se non accetterà la tregua».
Dice il leader ucraino: «È stato molto importante sentire che l'Ucraina, tutta l'Europa e gli Stati Uniti stanno perseguendo una linea comune. Speriamo che il tema centrale del summit Trump-Putin in Alaska sarà un cessate il fuoco. Il presidente degli Stati Uniti l'ha detto diverse volte». Il confronto, in gran parte in videoconferenza, ha avuto come sede centrale Berlino, dove era presente anche Zelensky; hanno partecipato i leader di Italia, Finlandia, Francia, Germania, Polonia, Regno Unito, dell'Unione Europea e della Nato. Successivamente si è riunita la Coalizione dei Volenterosi. Oltre a Zelensky, c’era anche il vicepresidente Usa JD Vance e la sua presenza non è un dettaglio trascurabile. È stata diffusa una nota dall'Eliseo dei co-presidenti (il francese Macron, il britannico Starmer e il tedesco Merz) con un passaggio significativo: «Siamo pronti a svolgere un ruolo attivo, anche attraverso azioni da parte di coloro che sono disposti a dispiegare una forza di rassicurazione una volta terminate le ostilità. Non dovrebbero essere imposte restrizioni alle forze armate ucraine né alla loro cooperazione con paesi terzi». Significa, quindi, ipotizzare la presenza militare di forze di pace a garanzia della sicurezza dell’Ucraina. I Volenterosi hanno aggiunto: «La Russia non dovrebbe poter porre il veto sul percorso dell'Ucraina verso l'Ue e la Nato». Infine, il tema dello stop alle armi: «Negoziati costruttivi possono svolgersi soltanto nel contesto di una tregua o di una cessazione duratura e significativa delle ostilità».










