L’abbraccio tra le due madri, l’israeliana e la palestinese, commuove e incarna un altro mondo. Allo stesso tempo non pare incidere sulla realtà, resta un assunto antico e lontano: le donne in quanto tali portatrici di pace. È una verità o un modo di mettere le donne e le madri ancora fuori dalla società, dalla politica e dunque anche dalla guerra? Su questo tema si è spaccato il pensiero delle donne e non a caso. Le madri sanno esattamente il valore della vita fatta crescere giorno per giorno, hanno sempre pianto i loro mariti e figli morti in guerra. «O sposo, giovane lasci la vita e me vedova abbandoni nella casa: ancora è piccolo il bambino che generammo tu ed io, infelici, e non credo che giungerà a giovinezza». Il pianto di Andromaca davanti al corpo di Ettore li riassume tutti, è uguale a quello delle donne di oggi dei paesi in guerra. Pianti, urla, abbracci, corpi, cura, amore, contano qualcosa rispetto alle carneficine a cui assistiamo, di fronte a decisioni che non prendiamo? Cosa cambiano?
Le donne, le madri e la guerra
Possiamo prendere posizione e avere idee molto differenti ma qualcosa ci accomuna alle le due mamme, una israeliana e l'altra palestinese, che si sono abbracciate









