Rimini, 22 ago. (askanews) – Una madre israeliana e una palestinese sullo stesso palco. Insieme. Raccontano la perdita dei rispettivi figli. E lanciano un appello alla pace nella loro terra. Insieme si può. È il dialogo e il confronto che deve prevalere sulle armi. Elana Kaminka è israeliana: ha perso il figlio Yannai, soldato, nell’assalto del 7 ottobre 2023. Layla al-Sheik è musulmana, di Betlemme. Anche lei ha perso il figlio, Qusay, nella seconda Intifada. Si apre con loro la 46esima edizione del Meeting per l’Amicizia dei Popoli, a Rimini.
“Siamo felici di incontrarci qui – raccontano le due donne ad askanews – perché non abbiamo la possibilità di incontrarci in Palestina e in Israele, questa è una buona occasione per diffondere il messaggio di pace e di riconciliazione a tutti, perché non vogliamo che la violenza accada anche qui, perché ci sono persone che sono a favore di Israele e persone che sono a favore della Palestina. Non vogliamo che portino il conflitto nel vostro Paese”.
“Credo che gli estremisti siano molto forti e solitamente i media danno spazio alle voci più estreme – proseguono -. Noi apprezziamo molto la possibilità di dare voce alla nostra testimonianza per dimostrare che non tutti aderiscono a questi estremismi. La maggior parte delle persone che incontro in Israele e in Palestina vuole una buona vita, vuole un futuro di pace, e che le voci che si sentono nei telegiornali non rappresentano la maggioranza della popolazione di entrambi i popoli”.












