L’immagine da cartolina resiste ancora sui depliant e nei post patinati dei social, ma basta mettere piede sull’isola tra giugno e agosto per scoprire una realtà ben diversa. La Maddalena, cuore di uno degli ecosistemi più preziosi del Mediterraneo, anche in questa estate 2025 soffoca sotto il peso di un turismo senza freni, infrastrutture inadeguate, controlli scarsi e risorse insufficienti.

Un’isola bloccata

Ogni estate migliaia di turisti si riversano sull’isola trasformando le vie del centro in un labirinto di auto, camper e scooter. I parcheggi – insufficienti nonostante i recenti ampliamenti – sono presi d’assalto, i marciapiedi diventano impraticabili e in alcuni casi i mezzi di soccorso faticano persino a transitare.

La situazione è ormai insostenibile, denunciano i cittadini: «È come svuotare l’oceano con un cucchiaino», dicono amaramente riferendosi ai soli sette agenti della polizia municipale attivi tra La Maddalena e Caprera. Un numero irrisorio rispetto alla mole di lavoro richiesta durante l’alta stagione. Negli anni ‘70 e ‘80 il corpo contava 17 agenti, oggi si fatica a garantire i controlli di base.

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