Questa non è Ibizia. E nemmeno Santorini, l’isola greca che in un solo giorno di luglio ha visto quasi raddoppiare il numero di residenti. Nel giro di 24 ore sono arrivati 11 mila turisti dove normalmente ci vivono 15 mila persone. Al punto che il sindaco dell’isola, ha consigliato ai residenti di rimanersene in casa. In Italia sta accadendo più o meno la stessa cosa. In questa estate 2025 residenti e amministratori, non solo dei luoghi più iconici delle vacanze, ma anche di luoghi fino a poco tempo fa sconosciuti al turismo di massa (come Seceda, in Val Gardena) stanno ancora lottando contro l’overtourism. Stanchi di un affollamento che ostacola la vita quotidiana e che ha generato un aumento dei prezzi - dall’affitto delle case ai ristoranti - ormai tarati sugli ospiti stranieri. Inutili gli appelli al turismo sostenibile, si va avanti a suon di ordinanze. Sempre più fantasiose e alcune di difficile applicazione.

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Trasformare il turismo in opportunità

In questo contesto il 27 settembre sarà celebrata la Giornata Mondiale del Turismo, che avrà quest’anno come tema centrale proprio “Turismo e trasformazione sostenibile”. Per il 2025 l’evento principale, la Conferenza Mondiale del Turismo si terrà a Melaka, città patrimonio Unesco e hub internazionale del turismo sostenibile della Malesia. Tra le questioni aperte: inclusività e sostenibilità, riconoscendo al turismo un ruolo chiave nei processi di cambiamento globale. I dati infatti parlano chiaro. Il 2025 è l’anno d’oro del turismo, secondo l’Economic Impact Research (EIR) del World Travel & Tourism Council (Wttc), il comparto contribuirà all’economia globale con 11,7 trilioni di dollari, pari al 10,3% del Pil globale, mentre la spesa dei visitatori internazionali raggiungerà la cifra di 2,1 trilioni di dollari, 371 milioni in tutto il mondo. Non solo. Sempre il Wttc stima che, entro il 2035, il settore viaggi e turismo avrà un valore di 16,5 trilioni di dollari nell'economia globale, pari all'11,5% del Pil mondiale. A conti fatti come farà l’Italia a fronteggiare l’onda d’urto visto che il nostro Paese è tra i 5 più visitati al mondo senza contare l’attrattiva globale delle grandi città d’arte come Roma, Venezia e Firenze? Al momento, c’è già chi qualche strategia l’ha già adottata quest’estate. Obiettivo: tutelare la sostenibilità dell’ambiente e dei suoi abitanti. Per “sopravvivere” a luglio e agosto sono apparsi divieti, chiusure di spiagge e perfino di vicoli, tornelli in alta quota e tanto altro. Ecco qualche esempio.