L'immagine dei turisti che passeggiano a piedi scalzi sui sampietrini dei paesi di mare, mentre al largo, da un'imbarcazione, risuonano dalle casse i bassi dei tormentoni dell'estate, potrebbe essere un lontano ricordo.

Almeno per questa stagione contrassegnata da ordinanze e divieti che spaziano dal contrasto all'overtourism e alla malamovida, fino al decoro in strada.

Dalle vette alle coste del Mediterraneo, diversi luoghi "instagrammabili" sono stati presi d'assalto da migliaia di persone, tanto da far correre ai ripari i comuni. È il caso del Seceda, dove almeno quattromila visitatori si mettono in fila ogni giorno a Ortisei per salire sulla vetta delle Dolomiti.

Virali i video delle code chilometriche, un turismo di massa alimentato anche dai social. E per far fronte a una situazione ormai fuori controllo, le amministrazioni pensano, ora, di definire una strategia per limitare l'accesso.

A Nord Ovest, sulle montagne valdostane, uno dei principali problemi da gestire è l'afflusso di auto. Ad Ayas, alle pendici del Monte Rosa, è stato potenziato il servizio delle navette e tre parcheggi sono stati resi a pagamento proprio per incentivare l'uso dei mezzi pubblici. Limiti ai mezzi anche in Piemonte: nel periodo estivo per preservare l'area naturale della torbiera di Pian del Re - Sorgenti del Po, il Comune di Crissolo restringe a 150 auto gli accessi al parcheggio ai duemila metri di Pian del Re.