Le immagini di troppe spiagge italiane non al completo (e in qualche caso il nostro è quasi un delicato eufemismo) ci hanno colpito tutti come un pugno nello stomaco: se non c’è il pienone nemmeno in questi giorni e nemmeno in Romagna, vuol dire che il problema è grosso. Come si spiega? Sì certo, le due guerre in corso non aiutano: il cupo clima bellico – vuoi o non vuoi – produce un riverbero anche sulla nostra propensione ai consumi. Magari nemmeno ce ne accorgiamo, e non si tratta certamente del fattore decisivo: e però quella preoccupazione

in qualche modo incide sulle nostre decisioni. Come pure – non nascondiamocelo – pesa il fatto che le nostre famiglie avrebbero un gran bisogno di qualche soldino in più in tasca: da trent’anni gli stipendi italiani sono tra quelli che crescono meno. Ora lo dicono ad alta voce (ben svegliati, compagni...) perfino quelli del Pd, che però in tutto questo periodo (inclusi i lunghi anni dei loro governi) non se n’erano accorti. L’attuale governo ha avuto il grande merito di realizzare un alleggerimento fiscale (che era atteso da tempo immemorabile) per le fasce di reddito più basse: sarebbe un autentico miracolo – il centrodestra è il primo a saperlo: il tema è se, quando e come sarà possibile riuscirci – se un qualche beneficio fiscale arrivasse, da qui a fine legislatura, anche dalle parti del ceto medio.