È che fai presto a dire: “Le spiagge sono vuote, è colpa dei rincari”. Certo, quelli sono innegabili (secondo l’associazione Altroconsumo gli ombrelloni costano il 5% in più dell’anno scorso, i voli l’83% in più, gli alberghi il 38% in più): però, signori, parliamoci chiaro. È il tormentone di qualsiasi estate che si rispetti, ogni Ferragosto la tintarella ci costa un po’di più. Luglio-col-bene-che-ti-voglio. È, semmai, che per una tariffa aumentata causa inflazione (perché pure i lidi pagano le tasse, pure i ristoranti fanno la spesa al mercato, pure gli hotel hanno le bollette sul groppone) ci sono due furbetti che s’approfittano della situazione. Che ci provano, c’infilano il sovrapprezzo sullo scontrino e fan finta di niente, vedi-mai-che-il-turista-non-se-ne-accorge. Prendi il villeggiante che, qualche giorno fa, è entrato in una pizzeria di Bari, ha chiesto una pizza, ha domandato gentilmente se poteva avere una spolverata di pepe sopra e l’ha pagata cinquanta centesimi in più sul conto finale. Che è, mezzo euro, alla fine? È una questione di principio, soprattutto: è che i piccoli extra son sempre stati gratis, che tra l’altro il coperto è già una voce a parte e dovrebbe comprendere anche queste piccolezze qui.
Il pepe e la frisa: ecco come ti spenno il turista | Libero Quotidiano.it
È che fai presto a dire: “Le spiagge sono vuote, è colpa dei rincari”. Certo, quelli sono innegabili (secondo l’associazione Altroco...











