«Le spiagge vuote sono la cartolina del governo Meloni. Milioni di italiani stanno rinunciando alle vacanze perché non se le possono permettere». È il mantra che Elly Schlein va ripetendo da giorni per racimolare qualche consenso tra villeggianti alle prese con lettini e ombrelloni. Peccato che, come spesso le accade, la sua analisi è campata per aria. Detto altrimenti: le spiagge non sono affatto vuote. Certo, i prezzi di alcuni servizi sono cresciuti, ma questo perché la domanda è forte, contrariamente a quanto sostiene la segretaria dem. Un dato su tutti: da giugno a settembre, Unioncamere, Ministero del Turismo e l'Agenzia nazionale del turismo (Enit) stimano una crescita di 5 milioni di arrivi (il 7,69%) sul 2024, pari a 70 milioni di turisti, di cui 38,5 milioni di stranieri. Federalberghi e Tecnè prevedono poi che nello stesso periodo saranno 36,1 milioni gli italiani che si metteranno in viaggio, per un giro d'affari di 41,3 miliardi di euro, in aumento dell'1,7% rispetto al 2024.

E queste previsioni sono confortate dai dati consolidati: a giugno sono andati in vacanza 17,8 milioni di italiani, 600mila in più dell'anno prima. Inoltre, per quanto riguarda il turismo balneare, tra giugno e agosto le stime di Assoturismo indicano 20,7 milioni di arrivi, in crescita del 2%, e 110,1 milioni di presenze (+1,1%), per una spesa di 22 miliardi di euro. Nel complesso, a giugno, secondo il Ministero dell'Interno, gli arrivi nelle strutture ricettive sono stati 21,68 milioni contro i 19,7 del 2024 (+10,2%). Insomma, del crollo del turismo estivo non c'è traccia nei numeri. Quanto al fatto che gli italiani siano alla canna del gas, è vero che uno su tre nel 2024 non si è potuto permettere una vacanza, come segnala Eurostat, ma al tempo stesso è vero che questo è il dato più basso dal 2004 e solo Polonia, Francia e Germania registrano numeri migliori. Senza contare un simpatico paradosso: la sinistra, che fino a pochi giorni fa aveva fatto del contrasto al fenomeno dell'overtourism una sua priorità, ora si lamenta che di turismo ce n'è troppo poco.