L’ennesima foto delle cale della Maddalena stipate di barche e gommoni ad agosto. Ne abbiamo già viste, come fossero sempre la stessa, anzi magari lo è, che si ripete.
L’overtourism della nautica comunque esiste (ovvio, non stiamo parlando dei treni presi d’assalto per le Cinque Terre o dei vaporetti di Venezia o per Portofino, i numeri sono diversi; ma in una caletta mettere trenta barche-gommoni vale come piazzare 5 mila persone in piazza S. Marco). E’ una realtà ed è anche una contraddizione. Perché barca significa isola felice, mare, sole e soprattutto libertà. E che fai, tu vai ad “impantanarti” a Cala Coticcio, Cala Spalmatore, Cala Corsara tra i motori e le ancore (!) di altre imbarcazioni? Allora, qualcosa non torna più. E cantieri, associazioni, società di charter dovrebbero cominciare ad educare i propri clienti.
La premessa del bello
La Costa Smeralda, l’arcipelago della Maddalena sono luoghi tra i più belli al mondo. Inutile andare alle Maldive, volare per 12 ore, per trovare un mare che non ha nulla di più del tratto tra le isole di Spargi e Budelli (dove, per altro, facciamo a meno volentieri di squali, barracuda, pesci pietra e Napoleone, almeno per ora). Dunque, è giustificato che questo lembo spettacolare di Sardegna attiri tanti turisti, italiani e stranieri. Anche con la barca.









