«Spiaggia sabbiosa, selvaggia e incontaminata». Sì, ciao. Trent’anni fa, forse. O in pieno inverno. Basta una foto postata tre giorni fa della cala Bassa Trinita per masticare amaro sulla citazione di TripAdvisor: un tappeto fitto fitto di decine di tende, sdrai e ombrelloni ammucchiati fino all’inverosimile in pochi metri di battigia. Un chiassoso alveare. Con l’aggravante della nota finale: «Acqua cristallina, ma contaminata da forte vento e posidonia». Ma come: è la posidonia che «contamina»?