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Ultimo aggiornamento: 7:35
Ha ragione Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico: la gestione del demanio marittimo in Italia risponde a regole ben diverse da quelle fissate in altri paesi dell’area mediterranea, delineando un sistema speculativo che favorisce i privati.
La greca Naxos, immortalata in un post dal conduttore di Sapiens, è diventata il simbolo di un modo diverso di regolamentazione di una spiaggia, arenile libero da stabilimenti, solo poche attrezzature (eco-compatibili) al servizio dei bagnanti, spesso un baretto messo su con strutture amovibili. L’isola di Naxos non è un’eccezione, quel modello lo trovi nelle Cicladi, a Serifos, a Sifnos e in gran parte della Grecia. È quello il sistema delle spiagge cittadine di Barcellona e Malaga, del litorale basco, delle Canarie e così via.
In Italia no, è consentita la cementificazione delle strutture balneari, l’occupazione minuziosa di ogni centimetro di spiaggia, la predisposizione di barriere di accesso al mare. In Versilia, lungo la costa adriatica, in Puglia come in Cilento.






