È la questione del gambero. Nel senso che di 'sto passo si rischia di andare all'indietro e basta. Mazara del Vallo, bellissima perla sicula della sponda occidentale dell'isola più a sud d'Italia, spiagge cristalline e quel pallino per la pesca (del famoso “gambero rosso”, appunto) che, però, potrebbe rimanere appeso all'amo di una fila di pescherecci costretti all'ancora in porto. Guardali lì. Schierati, fermi, col motore spento e il timone immobile. Sono due settimane che i pescatori di Mazara non escono in mare con le loro barche.

Non perché ci sia una carenza di pesce o perché non ci siano le condizioni per le loro attività, non c'è burrasca ei bollettini sono buoni, nemmeno perché non ne hanno voglia o siano in vacanza (ché due giorni di ferie ce li meritiamo tutti, loro compresi): semmai, questi lupi del Mediterraneo, sono sulla terraferma perché l'Unione europea ha imposto loro un “fermo biologico”. Niente, stop, esercizi sospesi e zero sgarri dal 7 di agosto fino al 5 del prossimo settembre: non si può muovere nessuno. Nessuna imbarcazione, nessun natante. Nemmeno una piccola barca a remi.

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