Rimini, 22 ago. (askanews) – “Siamo sotto l’occupazione, la nostra vita dopo il 7 ottobre 2023 è diventata ancora più complicata e tutti coloro che lavoravano in Israele hanno perso il posto quindi la situazione economica è drammatica”. Lo ha dichiarato Layla al-Sheik, madre musulmana di Betlemme che ha perso un figlio piccolo, Qusay, nella seconda Intifada, durante l’incontro “Madri per la pace” organizzato al Meeting di Rimini.
“Non abbiamo rifugi, spesso non sappiamo nemmeno che cosa sta succedendo in Cisgiordania, c’è una situazione difficile da decifrare indipendentemente che si sia israeliani o palestinesi – ha aggiunto al-Sheik -. I bambini non possono più andare a scuola, se sono fortunati possono farlo solto un giorno alla settimana”.
“Un’altra difficoltà dopo il 7 ottobre è che il governo israeliano ha creato nuove barriere: ci sono blocchi ancora più difficili dei check Point… almeno lì ci sono soldati con i quali puoi dialogare – ha proseguito -. Questi punti di blocco sono chiusi e se c’è un’emergenza non si possono oltrepassare. Tutto questo fa sentire le persone molto più tristi e arrabbiate”.












