Scritta e inviata. All’attenzione di Washington ma anche dei leader europei ammessi alla corte di Donald Trump lunedì scorso. E così, dopo essersi intestata nel salotto buono della Casa Bianca la paternità della proposta di mutuo soccorso per Kiev sulla scia dell’articolo 5 del Trattato atlantico, Giorgia Meloni ci mette definitivamente il cappello, lasciando che sia Roma ad apporre il sigillo. La mail è partita ieri pomeriggio dagli uffici di Palazzo Chigi, dove la premier non c’era, volata in Puglia per un ultimo scampolo di vacanze da trascorrere con la figlia Ginevra dopo giorni terremotati dagli improvvisi impegni internazionali.