Due ore di confronto con i leader europei sui punti fondamentali da ribadire a Washington per poter dare inizio a un percorso che porti alla fine della guerra in Ucraina. La premier Giorgia Meloni segue in prima persona gli sviluppi della trattativa e dopo la riunione con i "volenterosi" sarà lunedì all'incontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, cui parteciperanno anche i leader di Europa e Nato. I temi al centro del confronto vengono rilanciati in una nota ufficiale di Palazzo Chigi nella quale si evidenzia quanto emerso nell'incontro con i "volenterosi": "L'importanza di continuare a lavorare con gli Stati Uniti per porre fine al conflitto e raggiungere una pace che assicuri la sovranità e la sicurezza dell'Ucraina, che dovrà essere coinvolta in ogni decisione relativa al suo futuro". "La discussione - aggiunge Palazzo Chigi - ha inoltre confermato la necessità di mantenere la pressione collettiva sulla Russia e di solide e credibili garanzie di sicurezza". I paletti sui quali la presidente del Consiglio insiste sono due: da una parte, come ricordato anche all'indomani del vertice in Alaska tra Trump e Putin, "solo l'Ucraina potrà trattare su condizioni e territori". dall'altra c'è il tema delle "garanzie", sul quale, secondo quanto riferito dall'inviato speciale del presidente Trump, Steve Witkoff, il presidente Russo avrebbe acconsentito che gli Stati Uniti e l'Europa possano offrire a Kiev una garanzia di sicurezza simile al mandato di difesa collettiva della Nato, ovvero la proposta italiana di estendere le tutele dell'articolo 5, pur senza prevedere l'ingresso dell'Ucraina nell'Alleanza Atlantica. Altri Paesi, a cominciare da Francia e Regno Unito, preferirebbero una soluzione "europea" e il nodo resta uno dei primi da sciogliere affinché la trattativa possa andare in porto.