Polemiche sul piano del governo. Ma la jihad palestinese vuole la fine di Israele

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Il via libera al piano di costruzioni promosso dal ministro delle finanze Bezalel Smotrich per 3401 unita in tre quartieri diversi nell'area E1, è destinato in questi giorni a grandi cori di disapprovazione e di approvazione. Di disapprovazione da parte di tutti quelli che puntano a far nascere uno Stato Palestinese, guidati dalla proposta di Macron di votarlo alla prossima riunione dell'Assemblea Generale dell'ONU la terza settimana di settembre. Un piano disinvolto, pacifista, che contrappone lo Stato Palestinese alla guerra. Il coro di approvazione viene da parte di tutti quelli che temevano che questa zona collocata fra il grande quartiere-insediamento di Maale Adumim, fondato 40 anni fa dentro i confini di Gerusalemme e l'Università di Monte Scopus, divenisse la cinghia fra Ramallah e Betlemme disegnando una regione palestinese compatta da cui la capitale risulterebbe accerchiata.Smotrich come tutto il mondo non smette di ripetere giorno dopo giorno, rappresenta un anello sensibile, un pensiero religioso di destra minoritario (due ministri) ma deciso, che per esempio si e sempre opposto a cedere la sconfitta di Hamas in cambio dei rapiti, ma che per esempio oggi invece, stanzia cifre stratosferiche per gli aiuti umanitari a Gaza. Il piano E1 che riguarda 12 chilometri quadrati è stato sempre rimandato per motivi di opportunità politica. Adesso, si guarda da due punti di vista nuovi: quello dell'evidente pericolo che la jihad palestinese rappresenta, e quello dell'attacco internazionale portato dalla decisione di Macron, seguito da capi di stato sia Europei che internazionali, come quello australiano e canadese, di sottoporre all'Assemblea Generale dell'ONU la proposta di uno stato palestinese. Un autentico dono a Hamas che ne ha subito fatto una bandiera: è grazie al 7 di ottobre, che vinciamo la guerra di opinione, ha detto.