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Israele prende una decisione «storica», mettendo «un altro chiodo sulla bara» della «pericolosa idea» di creare uno Stato palestinese e «cancella dal tavolo l’illusione» di una soluzione a «due popoli due Stati». Sono le parole scelte dal ministro delle Finanze ed esponente dell’estrema destra israeliana, Bezalel Smotrich, dopo l’approvazione definitiva di un progetto di insediamento in Cisgiordania che, di fatto, dividerebbe il territorio attualmente controllato dall’Autorità nazionale palestinese in due. Confermato, quindi, il piano che prevede lo sviluppo degli insediamenti nella zona denominata "E1", un'area di 12 chilometri quadrati tra Gerusalemme Est e l’insediamento di Maale Adumim, che dovrebbe essere esteso con oltre 3.500 nuovi appartamenti. I lavori infrastrutturali potrebbero iniziare nei prossimi mesi e la costruzione delle case potrebbe iniziare tra circa un anno. Dura la reazione dell’Anp, secondo cui il progetto «consacra la divisione della Cisgiordania occupata in cantoni isolati l’uno dall’altro, che diventano simili avere e proprie prigioni tra le quali è impossibile spostarsi, se non attraverso i checkpoint dell’occupazione e sotto il terrore delle milizie armate dei coloni». L’Autorità nazionale palestinese, quindi, ha invitato la comunità internazionale a intervenire.