La Cisgiordania sarà tagliata in due. Il governo israeliano ha approvato mercoledì 20 agosto il controverso progetto E1, il piano di insediamento che prevede la costruzione di 3.400 unità abitative in un'area strategica che separa Gerusalemme Est dal resto dei territori palestinesi occupati. L'annuncio del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, esponente dell'ala ultra-nazionalista della coalizione di governo, arriva nel momento in cui l'esercito israeliano ha lanciato una nuova operazione militare su Gaza City, denominata "I Carri di Gedeone 2", che prevede il richiamo di 60mila riservisti e il trasferimento forzato della popolazione civile verso sud.La doppia mossa segna un'escalation significativa sia sul fronte militare sia su quello diplomatico, con reazioni di condanna da parte della comunità internazionale che vede nell'approvazione del piano E1 la fine di fatto della soluzione a due Stati.Il piano che cancella la contiguità territoriale palestineseIl progetto E1, congelato nel 2012 e nel 2020 dopo le pressioni degli Stati Uniti e dei governi europei, rappresenta il tassello decisivo nella strategia di frammentazione dei territori palestinesi. L'area si estende per circa 12 chilometri quadrati a est di Gerusalemme e salderà fisicamente l'insediamento di Maale Adumim – che conta già 40mila abitanti israeliani e si trova a 7 chilometri dalla città – con i quartieri orientali della capitale. Se realizzata, l'area delle colonie israeliane attraverserà la Cisgiordania centrale, interrompendo di fatto il collegamento diretto tra le comunità palestinesi del nord (Ramallah–Nablus) e del sud (Betlemme–Hebron) e isolerà definitivamente i 370mila palestinesi residenti a Gerusalemme Est dal resto dei territori occupati.Il piano prevede la creazione di 3.400 unità residenziali ma anche zone industriali, commerciali e infrastrutture turistiche, che trasformeranno l'area in un vero centro urbano capace di saldare Gerusalemme con gli insediamenti della valle del Giordano. Secondo Peace Now, l'organizzazione israeliana che monitora l'attività degli insediamenti, i lavori infrastrutturali potrebbero iniziare entro pochi mesi, con la costruzione delle abitazioni prevista per l'anno prossimo. La commissione di pianificazione del ministero della Difesa ha dato il via libera definitivo dopo che Smotrich aveva annunciato il progetto la settimana scorsa durante una conferenza stampa tenuta proprio nell'area E1, durante la quale aveva dichiarato: "lo Stato palestinese viene cancellato dal tavolo, non con slogan ma con azioni".Le reazioni internazionaliL'approvazione del piano ha suscitato immediate reazioni internazionali. Il portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric ha affermato che il progetto "conficca un paletto nel cuore della soluzione a due Stati", mentre il ministro degli Esteri britannico David Lammy ha definito la decisione "una flagrante violazione del diritto internazionale". Anche l'Italia ha espresso ferma condanna attraverso il ministro Antonio Tajani, che ha sottolineato come la decisione "rischia di compromettere definitivamente la soluzione a due Stati".Il primo ministro Benjamin Netanyahu, che domenica 18 agosto aveva visitato l'insediamento di Ofra – situato 25 chilometri a nord di Gerusalemme – e aveva affermato di aver mantenuto la promessa di impedire la nascita di uno Stato palestinese, non ha ancora commentato direttamente l'approvazione del piano E1. La tempistica dell'annuncio non è casuale: diversi paesi occidentali, frustrati dalla prosecuzione del conflitto a Gaza, hanno annunciato che potrebbero riconoscere uno Stato palestinese all'Assemblea generale delle Nazioni Unite prevista per settembre. Il piano E1 renderebbe di fatto impossibile la realizzazione di uno Stato palestinese vitale e contiguo, creando una realtà sul terreno difficilmente reversibile.Gaza sotto attaccoParallelamente all'approvazione del piano E1, l'esercito israeliano ha avviato mercoledì sera una nuova invasione di Gaza City, l'ex centro principale della Striscia dove si sono ammassati oltre un milione di palestinesi sfollati. L'operazione, che richiede la mobilitazione complessiva di 130mila riservisti, mira secondo i comandanti militari a spingere la popolazione civile verso Rafah e il confine egiziano. Lo Stato maggiore prevede che le operazioni possano prolungarsi fino al 2026, nonostante Hamas sia ormai ridotto a una capacità di guerriglia limitata, come riconosciuto dallo stesso portavoce dell’esercito.L'Egitto ha espresso forte preoccupazione per il piano di trasferimento della popolazione verso il valico di Rafah, temendo una nuova ondata di profughi al proprio confine che Il Cairo ha sempre rifiutato di accogliere, considerandolo un tentativo di liquidare definitivamente la causa palestinese.Il presidente francese Emmanuel Macron, dopo colloqui telefonici con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e re Abdullah di Giordania, ha denunciato che la nuova offensiva "rappresenta un disastro per i due popoli" e "trascina la regione in un conflitto permanente". Le famiglie degli ostaggi israeliani ancora detenuti a Gaza hanno annunciato per domenica 25 agosto un nuovo sciopero generale, chiedendo al governo di accettare la proposta dei mediatori per una tregua di 60 giorni in cambio del rilascio di 10 ostaggi vivi e 18 cadaveri. Netanyahu, tuttavia, può contare ancora sul sostegno del presidente americano Donald Trump, che ha deciso nuove sanzioni contro i magistrati della Corte penale internazionale dell'Aia per i mandati d'arresto emessi nel novembre 2024 contro il premier israeliano e l'allora ministro della Difesa Yoav Gallant per presunti crimini di guerra.Intanto, nella giornata di mercoledì un commando di 15 miliziani ha tentato un assalto a un avamposto nei pressi di Khan Younis: il tentativo di rapire un soldato è fallito e tutti gli assalitori sono stati uccisi, ma l’episodio conferma che il gruppo armato palestinese conserva ancora una certa capacità operativa dopo due anni di assedio.
Cos'è il progetto E1, il piano di insediamento di Israele che spezza in due la Cisgiordania
Il corridoio urbano separerà Gerusalemme Est dai territori palestinesi. In parallelo scatta l'operazione di invasione di Gaza City










