Una Cisgiordania spezzata in due, divisa da una porzione di territorio che da un lato unisce Gerusalemme Est all'insediamento di coloni di Ma'ale Adumim, ai bordi del deserto della Giudea, e che dall'altro separa la regione di Ramallah da quella di Betlemme.

Questo è il blocco E1 (East1), il controverso corridoio disegnato negli anni '90 a est di Gerusalemme. Un'area di circa 12 chilometri quadrati su cui, nelle intenzioni del governo israeliano, dovranno ora sorgere oltre 3.400 unità abitative per i coloni.

L'obiettivo è quello di impedire di fatto che si crei una vasta area metropolitana tra Ramallah e Betlemme, regione che diventerebbe il cuore pulsante di un futuro Stato della Palestina. L'area invece si popolerebbe di decine di migliaia di coloni che andrebbero a unirsi ai circa 40mila abitanti che già risiedono nell'insediamento di Ma'ale Adumim.

Chiaro l'interesse strategico di Israele, con i falchi del governo che senza mezzi termini sottolineano il fine dell'operazione: impedire definitivamente che nasca uno Stato della Palestina, affossando così la proposta principe della comunità internazionale che è quella della 'soluzione dei due Stati', della convivenza futura fra Israele e Palestina.