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17 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 14:29

Dopo oltre dieci giorni, la telenovela sulle nomine del Nitag (il Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni) pareva essersi conclusa con il finale sperato dalla comunità scientifica. Nella giornata di ieri, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha firmato il decreto di revoca di nomina di tutti i membri. Compresi i due profili che aveva acceso maggiormente le critiche: il pediatra Eugenio Serravalle e l’ematologo Paolo Bellavite, che in passato hanno difeso posizioni critiche nei confronti dei vaccini, compresi quelli contro il Covid. Ma proprio quando la polemica sembrava conclusa, nella serata del 16 agosto è arrivato il retroscena: la presidente del Consiglio non ha gradito la decisione, “non concordata”, del suo ministro.

Paolo Bellavite l’ha detto in un’intervista a Repubblica: “Con la revoca delle nomine, è stato danneggiato il pluralismo“. Una posizione che, a quanto filtra, pare condividere anche con la premier. Che il partito di Giorgia Meloni avesse apprezzato le nomine di Serravalle e Bellavite era chiaro. Diversi membri di Fratelli d’Italia si erano spesi in difese entusiastiche dei due membri, plaudendo all’allargamento delle maglie della “censura” sanitaria, come l’ha definita Alice Buonguerrieri, capogruppo FdI della commissione Covid. E anche la premier avrebbe gradito più pazienza da parte di Schillaci.