Nessun terremoto politico o sanitario sembra stia scuotendo la sede di Lungotevere Ripa del ministero della Salute. E il ministro Orazio Schillaci, che per il momento ha deciso di non rilasciare dichiarazioni riguardo il caso Nitag (Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni) e le polemiche che ne sono conseguite anche in seno al governo, è sereno e non pensa alle dimissioni dall’incarico che ricopre dall’ottobre del 2022.

Anzi, vociferano i ben informati, le ricostruzioni delle ultime ore sono da ritenersi «eccessive». Lo scossone era iniziato quattro giorni fa quando il comitato di ventidue esperti in tema di vaccini, un organo che non ha poteri decisionali ma può solo fornire indicazioni, era stato azzerato a meno di due settimane dalla nomina, avvenuta ai primi di agosto — su suggerimento di Maria Rosaria Campitiello, capo del dipartimento Prevenzione — quando cioè il ministro era alle prese con la legge sulla riforma delle professioni sanitarie e la loro depenalizzazione.