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13 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 16:39

Il governo fa buon viso a cattivo gioco. I sindacati la bocciano. Le opposizioni marciano divise, con il Pd che non può permettersi di prendere le distanze visto che sul documento c’è anche la firma del governatore Michele Emiliano che ha parlato di giorno “storico”. In realtà l’intesa di massima sulla decarbonizzazione degli impianti dell’ex Ilva di Taranto firmata martedì al ministero delle Imprese e del Made in Italy dopo otto ore di trattativa si limita a rinviare a settembre i nodi più delicati, dai tempi e modalità della transizione alla localizzazione del polo Dri per il preridotto. Previsto poi un nuovo commissario, che dovrà occuparsi della reindustrializzazione delle aree libere dello stabilimento. Non una parola sull’ipotesi di approvvigionamento tramite nave rigassificatrice, a cui è contrario il sindaco Piero Bitetti. Ministero, enti locali e parti sociali si sono impegnati a convocare una nuova riunione del tavolo dopo il 15 settembre, che è il termine ultimo per la presentazione di offerte vincolanti nell’ambito della nuova gara. Il bando è stato aggiornato a inizio agosto sulla base della nuova Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata il 25 luglio scorso, con validità di 12 anni e una capacità produttiva autorizzata fino a 6 milioni di tonnellate annue.