Dopo una riunione fiume, iniziata martedì mattina, le amministrazioni nazionali e locali hanno raggiunto una intesa sul percorso di decarbonizzazione degli impianti dell’ex Ilva di Taranto. Nella bozza del documento firmato al Mimit tra le parti non sono indicati i tempi della riconversione ecologica del sito. Così come non viene stabilito dove verranno posizionati gli impianti per la realizzazione del preridotto Dri (direct reduced iron) necessario ad alimentare i forni elettrici. Il sindaco di Taranto si era opposto all’ipotesi di realizzarli in loco, e affidarsi a una nave rigassificatrice per alimentare il sistema. Su quest’ultimo punto, le parti "si impegnano a convocare una nuova riunione del tavolo in data successiva al 15 settembre - termine ultimo per la presentazione di offerte vincolanti - per esaminare le prime evidenze della procedura e valutare la possibile localizzazione degli impianti”.
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dal nostro inviato Giuliano Foschini
Nell’accordo si ribadisce che, come da nuovo bando per la vendita dell’acciaieria, l’acquirenta dovrà mantenere fede all’impegno di completa decarbonizzazione del sito “attraverso la realizzazione di forni elettrici in sostituzione degli altoforni che saranno gradualmente dismessi in un tempo certo”. Verrà poi nominato un commissario ad hoc per la reindustrializzazione delle aree libere - quelle ora non utilizzate – e sarà favorito l’incremento del Fondo sanitario regionale e delle risorse per il potenziamento del monitoraggio ambientale.











