Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

12 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 20:14

L’intesa sulla decarbonizzazione degli impianti dell’Ilva di Taranto è stata firmata oggi, 12 agosto, al ministero delle Imprese e del Made in Italy da tutte le amministrazioni nazionali e locali. Nella bozza di accordo però non vengono indicati i tempi per il passaggio alla produzione con forni elettrici né la decisione su dove localizzare il polo Dri, gli impianti necessari per produrre il preridotto indispensabile ad alimentarli. La decisione è stata nuovamente rimandata, questa volta a dopo il 15 settembre – termine ultimo per la presentazione di offerte vincolanti della nuova gara -, “per esaminare le prime evidenze della procedura e valutare la possibile localizzazione degli impianti di preridotto”.

Al centro della riunione c’era infatti l’ipotesi di realizzare a Taranto il polo Dri, necessario ad alimentare i forni elettrici: consentirebbe di limitare gli impatti occupazionali della riconversione dell’acciaieria ma avrebbe bisogno del supporto di una nave rigassificatrice. Le parti firmatarie “condividono la necessità che l’acquirente degli asset industriali presenti, nel rispetto dei tempi che saranno indicati in fase di aggiudicazione, le dovute istanze autorizzative sul versante ambientale e sanitario, che tengano conto della progressiva e completa decarbonizzazione dello stabilimento attraverso la realizzazione di forni elettrici in sostituzione degli altoforni che saranno gradualmente dismessi in un tempo certo”, si legge nel testo dell’intesa.