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31 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 20:47
L’intesa che doveva tracciare il futuro dell’Ilva di Taranto alla fine è un documento striminzito che sancisce un generico accordo sulla decarbonizzazione entro il 2032 condiviso da governo, Regione Puglia e Comune di Taranto. Tutto il resto è in alto mare. Se ne riparlerà il 12 agosto. E potrebbe non essere l’ultimo incontro, quello dell’intesa definitiva tra le istituzioni.
Ma tanto basta al ministero per dare mandato ai commissari di Acciaierie d’Italia, il gestore del siderurgico in amministrazione straordinaria, per l’aggiornamento della gara di vendita alla luce di una trattativa che porterà alla trasformazione dell’impianto con l’installazione dei forni elettrici. Come, quando, se con gli impianti Dri a Taranto o altrove, si vedrà. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso porta a casa, insomma, un obiettivo minimo verso un rilancio che non ha ancora un quadro di regole definito, figuriamoci un compratore o qualcuno che ci metta quei 9,3 miliardi di euro che è la cifra, emersa negli scorsi giorni, necessaria per mettere a terra tutto il progetto.









