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1 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 16:40

La soluzione per l’Ilva di Taranto è ancora in alto mare. Anche più lontana del 12 agosto, data fissata per il nuovo incontro tra governo ed enti locali. È difficile che quel giorno si arrivi alla firma dell’accordo di programma definendo la costruzione o meno degli impianti di preriduzione e il posizionamento della nave rigassificatrice. Il dubbio serpeggia anche al ministero delle Imprese e del Made in Italy ed è emerso, a quanto apprende Ilfattoquotidiano.it, nel corso dell’incontro tra Adolfo Urso, i sindacati e i ministri Giancarlo Giorgetti e Marina Calderone.

Il faccia a faccia è stato giudicato negativamente dai metalmeccanici, in attesa di capire quali siano le prospettive occupazionali e come verrà gestita la fase di transizione. L’umore dei segretari generali di Uilm, Fiom e Fim era nero all’uscita dal vertice tanto da spingerli a firmare una nota per chiedere “un incontro a tutti i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione” con l’obiettivo di “discutere e chiarire lo stato attuale della vertenza e i problemi che si stanno sempre più acutizzando sulla pelle dei lavoratori e di intere comunità”. Lo scenario è stato definito “drammatico” dai leader Rocco Palombella, Michele De Palma e Ferdinando Uliano.