Neat Burger, la catena di hamburger vegani tanto sostenuta da Lewis Hamilton e Leonardo DiCaprio, ha ufficialmente alzato bandiera bianca entrando ufficialmente in liquidazione. La società ha infatti nominato lo studio «FRP Advisory» come liquidatore, sancendo ufficialmente la sua uscita di scena dopo essere nata con grandi ambizioni nel 2019. La notizia arriva pochi giorni dopo la presentazione da parte del pilota Ferrari di un nuovo prodotto del suo marchio di bevande analcoliche Almave, nel particolare «Humo», un distillato che ha come caratteristica di essere a base di agave Espadin, raccolta ai piedi dei vulcani di Puebla, in Messico.

Lanciata con l’obiettivo di proporre una valida alternativa vegetale ai tradizionali fast food, Neat Burger aveva rapidamente conquistato la scena, tanto che erano stati aperti otto locali a Londra. Poi, fuori confine, anche a Milano, in viale Vittorio Veneto, e a New York. Quindi l’inizio delle difficoltà, tanto che il punto vendita alla Grande Mela aveva chiuso due estati fa prima della decisione, lo scorso aprile, della chiusura dell’ultimo store britannico, che ha fatto saltare circa 150 posti di lavoro.

Una decisione apparsa inevitabile come hanno detto i numeri: nel 2022 la catena aveva infatti registrato una perdita di 7,9 milioni di sterline (9,15 milioni di euro), più del doppio rispetto ai 3,7 milioni di euro dell’anno precedente. Le difficoltà di attrarre e fidelizzare clienti, unite ai costi operativi in aumento, hanno eroso rapidamente le possibilità di rilancio. E nonostante le rassicurazioni di un portavoce dell’azienda nel 2023, dopo la decisione di chiudere metà dei ristoranti di Londra — “Ci stiamo concentrando su quelli con le migliori performance, crediamo che a volte fare un passo indietro sia necessario per compiere un salto in avanti” — tale salto non è mai arrivato, tanto che l’anno scorso nella capitale inglese erano rimasti attivi solo due punti vendita, anche loro destinati alla stessa fine.