Si può essere esperti di montagna e avere trascorso una vita sui sentieri, e poi morire inciampando in un sasso o dopo essere stati colpiti per una pietra che cade dall’alto senza sapere perché. Ma si può anche salire al rifugio in pantaloncini e chiedere prosciutto e melone, o fermarsi senza fiato e metà strada e telefonare a chiedere un elicottero per tornare indietro. La montagna non perdona, si sente dire spesso. Ma la montagna può scegliere le sue vittime anche tra chi la ama, pur vedendo che sulle sue strade arriva anche chi non la conosce.
Il Cai: «Arrivano al rifugio e chiedono prosciutto e melone. Dopo il Covid la gente sui sentieri insegue le foto dei social ed è raddoppiata»
Tre vittime (in questo caso esperte) in meno di una settimana sollevano il dibattito sull’affollamento dei sentieri












