Sono le vigne che lo circondano a delimitare i confini e quindi l'esistenza della Torre di Oriolo. Un luogo non luogo - “non c’è nemmeno un cartello a indicare dove siamo", come scrive Martina Liverani - ma che pulsa nei cuori delle famiglie e dei loro avi, che lo custodiscono da secoli. Siamo tra Faenza (Ravenna) e Forlì, in un territorio collinare magico, dove questa Torre, edificata nel 1476, detta da sempre il tempo delle emozioni. Un patrimonio da proteggere, da valorizzare e da visitare. Dove le tradizioni, i sapori, le storie, gli aneddoti e i calici di vino raccontano un territorio antico e nuovo allo stesso tempo, tutto da scoprire. Una terra da cui lasciarsi sedurre in un itinerario del gusto e dell'anima che sfiora memorie indelebili, scolpite in quegli angoli segreti, baciati dai piaceri del palato, ma soprattutto dall'amore di chi ci vive ed è pronto ad accogliere l’altro.
Le voci e i luoghi da esplorare di Oriolo sono raccolti in un libro, scritto da Martina Liverani, giornalista collaboratrice de Il Gusto (edito da Polaris Editore, 17 euro): “Oriolo tra le vigne e le stelle”. Un manuale che è insieme una somma di racconti, testimonianze e nel contempo informazioni utili a turisti, wine lover e food lover. Protagonisti di questa storia, lunga 144 pagine sono loro, gli abitanti di Oriolo e in particolare un gruppo di agricoltori, ristoratori, artigiani e vignaioli che fanno parte dell'Associazione Torre di Oriolo che, formalmente dal 1995 – quest’anno festeggia 30 anni - organizza una serie di eventi in cui la Torre è la stella polare di una costellazione di appuntamenti culturali.








