Si presenta con la fierezza delle mura fortificate e la grazia di eleganti palazzi nobiliari. Ostra, piccolo borgo in provincia di Ancona, forte del suo riconoscimento di Bandiera Arancione, è una quieta delizia adagiata su una collina che osserva la vallata. La terra è la sua cornice identitaria, ma l’aria di mare si fa sentire comunque in questo paese a pochi chilometri dalla costa adriatica. Ostra è davvero un gioiellino incastonato nella Val Mivola, un complesso turistico tutto da scoprire nato dall’unione di nove comuni tra i fiumi Misa e Nevola. Ma l’effetto sorpresa la riserva il suo centro storico. «Per raggiungerlo, percorrendo la via principale, si sale lungo il corso, avendo davanti agli occhi la Torre Civica - indica con l’entusiasmo nella voce Federica Fanesi, sindaco di Ostra - E quando si termina la salita, si apre una splendida piazza, su cui si affacciano gli edifici principali. Ogni viaggiatore resta profondamente colpito da questa piazza: ampia, elegante, accogliente, capace di farsi teatro all’aperto per i numerosi eventi».

Ed è proprio vero. Quello che si scopre è un salotto di mille suggestioni. Da qui il colpo d’occhio abbraccia monumenti in un viaggio nel tempo. «Il palazzo comunale, il Teatro storico, la chiesa dei Santi Francesco e Lucia che custodisce le reliquie del santo patrono». Li indica uno ad uno Federica, cicerone speciale in questa nostra passeggiata. «E l’imponente edificio dell’ex Monastero delle Clarisse, con la barocca chiesa di San Rocco e la Biblioteca Comunale e poche decine di metri più in là, il Palazzo, un tempo sede del Convento dei Padri Conventuali e oggi sede del Museo Civico». Ogni edificio che corona la piazza merita una visita. A partire dalla perla del Teatro: «Uno dei sessantadue teatri storici delle Marche - avverte la sindaca - Realizzato nel Settecento, poi rinnovato, all’interno, un secolo dopo, è un prezioso gioiello, che conserva sul graticcio le macchine di scena originali insieme a sette fondali ottocenteschi». Le vie curate sfoggiano le dimore di antichi signori e casate, mentre le trattorie e i bistrot invitano il viaggiatore ad assaggiare le sue eccellenze enogastronomiche, condite con l'olio rigorosamente extravergine d'oliva. «Lungo le due vie principali si interseca una rete di circa quaranta vicoli - dice Federica - ognuno offre uno scorcio, una piazzetta, uno sguardo sull’orizzonte, che vale una sosta».