Gerusalemme, 11 ago. (askanews) – Benjamin Netanyahu cerca di vendere il suo piano per Gaza all’opinione pubblica israeliana, ai partner internazionali e ai ministri estremisti del suo governo, ma è un compito difficile.

Il premier israeliano sostiene che restano nella Striscia due roccaforti di Hamas, che l’operazione Gaza durerà “abbastanza poco”, e infine che lo scopo non è occupare per sempre la Striscia, ma controllarla e affidarne l’amministrazione a un’entità che non sia israeliana.

A chi? Netanyahu dice, una amministrazione civile pacifica che non educa i suoi figli al terrorismo, non paga i terroristi e non lancia attacchi contro Israele, e quindi né Hamas né l’Autorità nazionale palestinese.

Secondo il premier questo è il modo migliore per finire in fretta la guerra.

A contraddirlo uno dei ministri più estremisti del suo governo, il titolare delle Finanze Bezalel Smotrich con un post su X, secondo cui il premier ha dimostrato la sua debolezza perché lancia un’operazione militare che una volta di più non mira alla vittoria totale ma a mettere pressione su Hamas per un accordo parziale sugli ostaggi. Per Smotrich servirebbe ben altro.