In queste paste burrose, i “boomers” italiani ritroveranno il gusto del fine pranzo della domenica dell’infanzia: ma bisognava ritrovarsi proprio nel cuore di Tunisi per imbattersi in questa “madeleine” di Proust? Anche per tanti tunisini (di tutti i ceti, perché la pasticceria Garza è democratica: 3,9 dinari a pasta, poco più di un euro), questi dolci rassicuranti riportano alle feste di compleanno di tutta una vita. Nella fila dinanzi al negozio, rimasto intatto da decenni, sulla piazza della Monnaie, in un quartiere popolare e incasinato, attendono pure tanti giovani della generazione Z. Sono qui per Jun.
"Barquettes aux amandes", a sinistra, e "Barquettes au chocolat", a destra
Il protagonista
Eccolo Jun Garza, 25 anni, all’ingresso a distribuire i vassoi di paste, ordinati dai clienti il giorno prima. Ha una bella faccia orientale, la mamma è nipponica. “Ho sangue giapponese e italiano, ma il cuore è assai tunisino”. Qui è nato e ha sempre vissuto, tranne gli anni dell’università a Nizza. Il padre è all’interno, a gestire le ultime sfornate: Jean Garza, settant’anni, a parte la nonna paterna che era greca, ha il sangue solo italiano e pure lui è nato e sempre vissuto a Tunisi. Anzi, dentro questa pasticceria, il suo mondo. “In Italia sono andato soltanto a Ventimiglia. Ero sul versante francese e già che c’ero, ho passato il confine”.






