GEMONA DEL FRIULI (UDINE) - Sono stati rinviati alla prossima settimana i nuovi sopralluoghi dei carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Parma nell’abitazione di via dei Lotti a Gemona del Friuli, dove è stato ucciso e fatto a pezzi Alessandro Venier. Saranno effettuati lunedì 12 e martedì 13 agosto. In quella circostanza, gli esperti della scena del crimine passeranno al setaccio ogni centimetro della casa.
Obiettivo dell’accurata perlustrazione è trovare riscontri oggettivi alle dichiarazioni rese finora da Lorena Venier, madre della vittima, infermiera 61enne oggi in carcere con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere. I rilievi si svolgeranno in stretta sinergia con i carabinieri del Nucleo investigativo di Udine, guidati dal maggiore Natalia Kosiec, sotto l’occhio vigile del pm Giorgio Milillo, titolare dell’inchiesta. Solo dopo aver rimosso i sigilli agli ingressi, i Ris entreranno nella villetta muniti di tute, guanti, mascherine e copriscarpe, per evitare contaminazioni. Utilizzeranno tecnologie d’avanguardia e il luminol per cercare tracce ematiche o biologiche non visibili a occhio nudo. I risultati, tuttavia, non saranno immediati: serviranno alcune settimane per completare le analisi e avere un quadro più chiaro della dinamica del delitto. Nel primo sopralluogo, condotto nelle ore immediatamente successive all’arresto di Lorena Venier, erano già stati rinvenuti elementi chiave grazie alle sue stesse indicazioni, tra cui il seghetto acquistato online – ancora sporco di sangue – e un coltello da cucina. Entrambi sarebbero stati utilizzati per sezionare il corpo del figlio, poi nascosto in un bidone contenente calce.













