Un assedio su più direttrici, che parta dalla città di Gaza fino a spingersi nei campi profughi al centro della Striscia di Gaza. Cinque divisioni dell’esercito impegnate in un’operazione tra i quattro e i sei mesi. Un milione di palestinesi evacuati verso sud. Aiuti umanitari aumentati, forse addirittura quadruplicati, con il supporto degli Stati Uniti e della Gaza Humanitarian Foundation, che aprirebbe 16 centri, operativi 24 ore su 24. In queste ore, le Israel defense forces stanno facendo il possibile per consegnare al primo ministro Benjamin Netanyahu una strategia che sia il più possibile priva di danni collaterali. Ma il rischio zero, come ha sottolineato anche il capo di stato maggiore, il generale Eyal Zamir, è praticamente impossibile. L’Idf non è mai entrata così in profondità in quelle zone che rappresentano il 20% della regione palestinese. E Zamir è convinto che Gaza city e i campi profughi possano trasformarsi in un’enorme trappola. Entrambe le aree sono densamente popolate e gli ordini di evacuazione potrebbero coinvolgere un milione di abitanti, costretti ad andare verso sud.
Il terreno su cui muoversi è estremamente complesso. I tunnel sono ovunque. Le macerie rendono difficili i movimenti delle truppe ma anche dei mezzi. E come già accaduto in questi mesi, le forze armate israeliane entreranno in zone disseminate di campi minati e trappole esplosive. Hamas da diverso tempo va avanti a imboscate e ordigni improvvisati causando parecchi morti tra l’Idf. E potrebbe far pagare a Tel Aviv un grosso tributo di sangue. Un prezzo che per Zamir potrebbero pagare anche gli ostaggi. L’obiettivo di Netanyahu è che l’occupazione della Striscia costringa Hamas alla resa e al rilascio di tutti i rapiti (e per questo continua a non chiudere definitivamente la porta al negoziato). Ma il rischio è che chi è ancora nelle mani dei miliziani possa essere giustiziato o ucciso dal fuoco amico. Per evitare questo scenario, Zamir vorrebbe procedere a un assedio che stringa sempre di più le forze di Hamas e del Jihad islamico palestinese ma con raid chirurgici nelle zone dove si ritiene siano nascosti i rapiti.














