«È un negoziatore più duro di me, non c’è partita», diceva a febbraio Donald Trump di Narendra Modi. Il premier indiano si sta in effetti rivelando uno degli avversari più ostici della Casa Bianca al tavolo delle trattative commerciali. Fermo nel centellinare le concessioni doganali agli Stat Uniti, deciso a proseguire gli acquisti di petrolio russo, sfidando le sanzioni americane, e pronto a rinsaldare i legami con Cina e Brasile per studiare una reazione comune dei Brics ai dazi della Casa Bianca.
Petrolio russo e muro doganale: perché il fronte indiano è uno dei pochi giustificati della guerra dei dazi di Trump
L’India ha barriere all’ingresso fra le più alte al mondo per le merci straniere e ha comprato greggio da Mosca a piene mani, approfittando dei prezzi più bassi. Ma Modi non ha intenzione di cedere alla pressioni Usa
















