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8 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 15:28

Tacciata da Trump di finanziare la macchina bellica russa attraverso l’acquisto di energia da Mosca, l’India è diventata due giorni fa il primo Paese a essere colpito da dazi addizionali imposti dal presidente americano per la vicinanza commerciale alla Federazione. Dall’avvio del conflitto nel 2022, Mosca ha fornito all’India a prezzi bassissimi il suo greggio; da allora le esportazioni via mare non hanno fatto altro che aumentare fino a che l’India non è diventata, dopo la Cina, la seconda importatrice di oro nero russo.

Ma non è tutta colpa di Mosca. Ancor prima delle transazioni energetiche, tra americani e indiani i rapporti si erano incrinati per la deriva dei colloqui commerciali tra la squadra di New Delhi e quella di Washington che, come richiesto da Trump, aveva il compito di colmare un deficit commerciale di 44 miliardi. Arenati i negoziati, con le sue solite lettere maiuscole sui social a mimare pugni sbattuti sul tavolo, il presidente americano ha annunciato che l’India sarebbe stata colpita da ulteriori dazi al 25% – rispetto a quelli già annunciati per tutti dello stesso calibro. Ora, se Mosca non scenderà a patti con Washington per i negoziati, le sanzioni secondarie Usa contro le sue partner commerciali potrebbero far lievitare le aliquote al 100%.