GEMONA DEL FRIULI (UDINE) - Dopo la lunga confessione resa dalla 61enne Lorena Venier, oggi (6 agosto) anche la trentenne Mailyn Castro Monsalvo ha parlato. Lo ha fatto esprimendo la sua volontà sul destino della figlia di pochi mesi: «Datela a mia mamma». Le due donne si trovano recluse con l'accusa di avere ucciso Alessandro Venier, 35enne di Gemona figlio di Lorena e compagno di Mailyn.

Castro Monsalvo, colombiana che si era trasferita a Gemona a casa del compagno e della suocera, dal giorno dell'arresto si trova relusa nell'Istituto penale a custodia attenuata per detenute madri di Venezia. Da lì oggi pomeriggio, in videocollegamento con il Tribunale dei minori di Trieste, ha espresso il desiderio che la bambina possa essere affidata alla mamma, che vive in Colombia. Una decisione in tal senso sarà presa nei prossimi giorni e tale eventualità era già stata messa sul tavolo. Nel frattempo la bimba resta in una struttura specializzata individuata dai Servizi sociali del Comune di Gemona, cui è stata temporaneamente affidata.

Dal carcere femminile del Coroneo, a Trieste, Lorena Venier ha invece spedito alcune lettere a parenti e colleghi, come confermato dal suo legale.

Sul fronte delle indagini è in programma per venerdì un nuovo sopralluogo degli investigatori del Reparto investigazioni scientifiche dell'Arma dei carabinieri nell'abitazione di via dei Lotti, dove è stato rinvenuto il 31 luglio il cadavere di Venier e dove l'uomo è stato ucciso e il suo cadavere smembrato e occultato in un bidone con della calce. Il sopralluogo servirà per cercare conferme sulla confessione fatta dalla madre del 35enne, che ha reso una lunga e dettagliata descrizione dei fatti. Le due avrebbero prima stordito Venier con dei farmaci per poi strozzarlo con dei lacci e farne a pezzi il corpo così da poterlo infilare in un bidone. Sempre secondo il racconto della 61enne il piano prevedeva, in un secondo momento, di disfarsi del bidone con i resti in una zona montuosa. Il conferimento dell'incarico per l'autopsia avverrà martedì 12 agosto in Procura a Udine, perciò per avere conferme su causa e modalità della morte dell'uomo sarà necessaria almeno un'altra settimana. Resta da chiarire poi il movente dell'omicidio: al momento, secondo il racconto della madre, le due avrebbero agito eliminando Venier perché lui era violento. E avrebbero sfruttato la sua imminente partenza per la Colombia, che sarebbe dovuta avvenire il 26 luglio. Il giorno prima invece le due donne lo avrebbero ucciso, tenendo nascosto il corpo per giorni fino a quando, il 31 luglio, Mailyn ha telefonato al 112 costituendosi.