«No Lorena... Aiuto... Venite in via dei Lotti». Un attimo di silenzio, poi la voce continua: «Mia suocera vuole ammazzare suo figlio». È quanto aveva riferito ai carabinieri l’operatrice del 112, che aveva appena ricevuto la telefonata di Mailyn Castro Monsaldo, la compagna colombiana di Alessandro Venier. Una volta arrivati nella casa la suocera aveva affermato che non era successo nulla ma voleva impedire alla nuora di parlare. Poco dopo l’uomo, forse su indicazione proprio della stessa nuora, è stato trovato in garage: ucciso, fatto a pezzi e messo in un bidone con calce viva. Perché quella reazione della madre della vittima? E la nuora, ha preso coscienza della morte del compagno solo la mattina di giovedì scorso? O c’è dell’altro ancora?
Gemona, la telefonata di Maylin che può ribaltare tutto: «Venite, mia suocera vuole uccidere suo figlio». I lividi sulle braccia «fatti da Lorena»
L'assassinio di Alessandro Venier, ucciso e fatto a pezzi. Dopo la versione della madre Lorena Venier, il racconto della compagna Mailyn Castro Monsaldo potrebbe sconvolgere il quadro investigativo












